Oh, Harriet! In silenzio verso la libertà

Il 5 ottobre 2019, un gruppo di alunni/e delle classi 3D e 3E della scuola L. da Vinci di Reggio Emilia ha partecipato – come l’anno scorso – al Festival del libro per ragazzi “Punto e a Capo”, allo Spazio Culturale Orologio. Il programma prevedeva un incontro con Francesco D’Adamo, un famoso scrittore italiano di letteratura di ragazzi, noto soprattutto per la sua Storia di Iqbal, che abbiamo già recensito nel nostro bookcrossing.

 

Sono un uomo e un fratello? (Josiah Wedgwood, 1787)

L’autore ci ha presentato la storia di Harriet Tubman, schiava nera nella seconda metà dell’ottocento, e della sua Underground Railroad, un percorso clandestino attraverso il quale Harriet è riuscita a liberarsi dalla schiavitù e ad arrivare nel nord degli Stati Uniti. Questa affascinante storia è vera, come tutte quelle che D’Adamo ha trasformato in romanzi di successo. Egli ci ha rivelato: “Scrivo le storie che ho dentro, ma partendo dalla realtà. Viviamo in un mondo complicato, che a volte ci fa paura. Mi immagino che effetto possa fare la realtà su ragazze e ragazzi. Parlare a loro attraverso i romanzi è uno strumento per affrontare argomenti complessi”. Egli, quando era un ragazzo, ha letto un romanzo di John Steinbeck, Furore, sulla crisi economica del 1929 negli Stati Uniti e leggendo ha capito cos’è la crisi economica e chi la paga: “La storia di quelli che vengono a rubarci il lavoro l’ho letta per la prima volta in quel libro”.

“Oh, Harriet!” è lo spin-off di un suo romanzo precedente, “Oh, freedom!”, che racconta la storia del movimento abolizionista degli Stati Uniti. Spiega D’Adamo  che ha scoperto la storia di Tubman poco tempo fa, perchè in Italia non la conosceva nessuno. Eppure è la vicenda avventurosa di una vera e propria eroina moderna, fatta di sentieri, fughe, inseguimenti di cacciatori di taglie e mute di cani, in cerca della libertà.

Francesco D’Adamo allo Spazio Culturale Orologio, Reggio Emilia 2019.

Nel romanzo, è una Harriet anziana che racconta la sua vita ad un intervistatore di un giornale newyorkese. Afroamericana analfabeta in una piantagione sudista, ascolta da bambina le storie della Bibbia, del popolo ebraico schiavo in Egitto, e cresce in lei la consapevolezza di essere un oggetto usato dagli schiavisti, e con essa la volontà di riconquistare la libertà. Organizza la sua fuga dagli Stati del sud verso Philadelphia ma, una volta in salvo, diventa una guida per altri sette viaggi, in cui portò verso nord decine di altri schiavi. Il suo motto era: “Io non ho mai lasciato indietro nessuno”.

Dopo l’abolizione della schiavitù, Harriet lotta per i diritti civili degli afroamericani (mezzo secolo prima di Martin Luther King) e per il suffragio femminile (il diritto di voto alle donne).

Quando si pensa alla schiavitù – dice l’autore – vengono in mente immagini del passato, ma è una storia drammaticalmente attuale, viviamo in um mondo in cui ci sono centinaia di milioni di schiavi. E allora, com’è attuale il motto di Harriet, piccola donna magra e malata! Nella società e nella scuola non bisogna lasciare indietro nessuno. Questo è l’argomento anche dell’ultimo libro di D’Adamo, “Antigone sta nell’ultimo banco”, un libro giallo colorato del rosso del sangue degli schiavi contemporanei (anche questo è nel bookcrossing).

I libri di Francesco D’Adamo nel bookcrossing della Leonardo da Vinci

Per D’Adamo, quelli di Iqbal, Harriet e Jo (protagonista dell’ultimo romanzo) sono piccoli atti di eroismo, una piccola resistenza quotidiana da parte di persone che trovano il coraggio di seguire la propria coscienza.

Il pubblico dell’incontro era anche curioso di sapere come lavora uno scrittore, come costruisce le sue trame e i suoi personaggi. D’Adamo ci ha detto che uno scrittore deve diventare qualcuno di diverso da sè ogni voltra che scrive un libro. Il suo lavoro è simile a quello degli attori di teatro. E, nei suoi romanzi, i punti fermi del racconto sono le notizie dei giornali e i libri di storia. Proprio come faceva, aggiungiamo noi, Alessandro Manzoni, l’inventore del romanzo storico in Italia.

 

BIANCA, RULIN, SARA, YING (2019)

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In copertina: Harriet Tubman, a sinistra, con una famiglia di schiavi liberati nella sua casa di Auburn, New York 1887  (foto di William H. Cheney, tratta da Wikipedia con licenza Public Domain).

L’altra immagine di questo articolo è tratta dal sito “Historians against Slavery”. Le foto sono state scattate da Ying il 5 ottobre 2019 allo Spazio Culturale Orologio di Reggio Emilia e da Rulin a scuola.

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